PREMIO STRACCA – LEGAPRO E CORRIERE RICORDANDO ROBERTO CON MANCINI E ZAYTSEV

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Si è tenuta mercoledì 10 maggio la cerimonia di premiazione del Premio Stracca, nato dalla partnership tra Lega Pro e Corriere della Sera ed arrivato alla sesta edizione. Il concorso per i futuri giornalisti è dedicato a Roberto Stracca, giornalista del Corriere della Sera scomparso prematuramente a 40 anni nel novembre 2010. I vincitori: un ex aequo con Federico Turrisi di Milano con un tema sul volley e le emozioni azzurre alle Olimpiadi del 2016 e Giulia Giacobini di Jesi (AN) con un pezzo sul torneo IV categoria “#iovogliogiocareacalcio…in Lega Pro”, prima manifestazione del calcio aperta alla disabilità. Il Premio speciale Lega Pro è andato a Giovanni Marrucci di Monteriggioni (SI) con la traccia sul rating, modello presentato dall’ex Serie C.

Tanti gli ospiti presenti all’evento: Gabriele Gravina, Presidente Lega Pro; Venanzio Postiglione, Vicedirettore Corriere della Sera; Daniele Dallera, Caporedattore sport del Corriere della Sera; Paolo Baldini, segretario di redazione del Corriere della Sera; l’allenatore Roberto Mancini e il campione di pallavolo Ivan Zaytsev.

Sul tema al centro dell’incontro, il fair play, i due sportivi hanno raccontato la loro personale esperienza. “Il fair play si ha da bambini, tra gli adulti meno. Ho lavorato in Inghilterra e lì è il senso del fair play è molto più alto. Sono i tifosi di una squadra a fischiare un giocatore che, ad esempio, simula e questo è sicuramente un deterrente – ha detto il tecnico marchigiano -. Sono stato molto fortunato perchè avuto genitori, insegnanti e allenatori che mi ha detto di vincere oltre le regole, ingannando avversari e arbitri. Sono cresciuto con buoni sentimenti e cercando di rispettare le regole. Un episodio che mi sta particolarmente a cuore? Era un Parma-Sampdoria, Minotti nel tentativo di fermarmi si infortunò e io buttai via la palla mentre sarei potuto andare in porta. La maggior parte dei giocatori ha il cuore puro, a volte sono i più grandi che insegnano in modo sbagliato”. “Chi è il difensore con meno fair play? I difensori non ce l’hanno”, scherza Mancini.

“Il fair play è l’essenza della pallavolo. È uno sporto corretto, rispettoso dell’avversario e pulito da contaminazioni di carattere politico ed economico - aggiunge Zaytsev -. Il ricordo più fresco è la semifinale scudetto contro Trento: Simone Giannelli ha ammesso un tocco che nessuno aveva visto, concedendoci un punto importante che ci avrebbe potuto permettere di vincere la partita anche se poi non è andata così. Un sogno nel cassetto? L’oro olimpico perchè l’Italia non l’ha mai vinto. Nella pallavolo le Olimpiadi sono più intense rispetto al calcio o al tennis”.

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