ALBINOLEFFE – GIACCHETTA: “AL 90% SIAMO IN LEGA PRO, AL 10% IN SERIE B”

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Sette giornate per divertirsi e crescere. A salvezza ormai acquisita – manca solo la certezza matematica – in casa AlbinoLeffe c’è voglia di rendere questo finale qualcosa di unico, ma senza assilli e con la consapevolezza che il primo obiettivo stagionale è stato raggiunto. Per parlare di questo e altro abbiamo raggiunto il DS Simone Giacchetta.

Direttore, affronterete la Reggiana con o senza Montella?

“Vedremo domani come sta anche se in questi giorni non si è potuto allenare. Se sta bene meglio averlo dall’inizio anche perchè davanti siamo contati”.

Questo mini ciclo di gare serve per cementare la salvezza o puntare ai playoff?

“L’AlbinoLeffe ha fatto una grande stagione in considerazione di come sono andate le ultime. Siamo stati protagonisti. Per la salvezza possiamo dirci sereni. Abbiamo il privilegio di fare sette gare in serenità anche se dobbiamo affrontare squadre molto forti. Queste gare servono più alla crescita della nostra fiducia che non alla classifica. Abbiamo dei calciatori bravi ma per essere migliori e trovare risultati importanti serve più convinzione e da questo punto di vista dobbiamo crescere”.

Nel Girone A sareste già salvi, nel B manca ancora qualcosa. La composizione dei tre raggruppamenti forse è da rivedere?

“Io credo che il Girone C sia quello più caldo dal punto di vista ambientale, ma non il più difficile. Nell’A ci sono quattro grandi piazze, ma il B è decisamente il più difficile perchè ci sono squadre di valore e con grande forza economica, che possono prendere i giocatori migliori e fare giocare pochi Under”.

Quali dei giocatori dell’attuale rosa possono restare in futuro?

“In Lega Pro è difficile programmare perchè molte realtà non hanno certezza del risultato e solidità economica. Qui abbiamo la certezza di fare la Lega Pro al 90% e al 10% potremmo fare la Serie B. Abbiamo individuato un gruppo che potrebbe essere lo zoccolo duro, vogliamo tenere i giovani più interessanti e i titolari principali; per gli altri dovremo fare i conti con altri parametri. Questo gruppo è solo che da ringraziare, soprattutto chi è arrivato ancora prima dell’iscrizione al campionato”.

Stadio, bacino e storia: la Giana può essere un termine di paragone per il futuro?

“No perchè loro rappresentano un determinato territorio e gioca uno stadio del territorio. L’AlbinoLeffe è sempre stato delocalizzato”.

Tornare in Val Seriana è una variabile per la programmazione futura?

“Io penso che giocare allo stadio di Bergamo sia uno stimolo per un calciatore, ma anche farlo in un impianto più piccolo e con magari più pubblico e più partecipazione. L’importante è essere credibili sul campo”.

Su cosa ha lavorato per cancellare le ultime due annate?

“Ho cercato di fare più cambiamenti possibili per cancellare l’incubo delle due retrocessioni consecutive. È impossibile che abbiano sbagliato tutti i calciatori e gli allenatori passati di qui. Abbiamo puntato su giocatori e allenatore con esperienza in altri giorni per ravvivare un ambiente troppo comodo, agiato e dispersivo. In caso di nuovo fallimento il presidente avrebbe detto basta, quindi la responsabilità si è fatta sentire”.

Fabio Manara

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